Archivi tag: musica

Si torni a parlare di musica. American Hardcore.

Che si ritorni pure a parlare di musica.
Se il glorioso Festival di Sanremo non vi ha fatto crepare con un’ orchite fulminante si ritorni a parlare di musica, di quella che faceva volare corpi e li sospendeva in aria, di quella che divenne una vera e propria pratica culturale che si ribellava ad una vita stereotipata e programmata fin dal primo giorno di vita.
Erano gli anni compresi tra il 1979 e il 1986 e negli Stati Uniti nasceva, cresceva e moriva l’hardcore punk, una vera e propria incazzatura generazionale che prendeva di mira il reaganismo e si esprimeva con la musica più veloce e violenta mai udita prima proprio quando il punk sembrava morto e sepolto e prima che la ribellione con anessi e connessi diventasse mezzo pubblicitario per attirare orde di ragazzini in cerca dell’ultima moda.
Io conosco, hardcore, a questo proposito, vi propone American Hardcore, un  documentario musicale del 2006 pieno zeppo di interviste e filmati inediti che racconta degnamente tutto il movimento hardcore statunitense nel suo dispiegarsi dalla West all’ East Coast.


Voi, rockettari degli anni novanta e zero sappiate che i vostri idoli quali Red Hot Chili Peppers, Nirvana, Pearl Jam, Marilyn Manson, Metallica, Jane’s Addiction, Rage Against the Machine e tanti altri sono figli di quegli anni e di quella musica, fatta di un vortice incredibile di energia, ferocia, velocità e volume a palla.
Il viaggio di American Hardcore parte dalla California (Battalion of SaintsCircle OneAdolescentsSuicidal Tendencies, Black FlagCircle Jerks, Dead KennedysFlipper), passando per il Texas (DriThe DicksThe Stains), proseguendo per Washington (Bad Brains, Minor Threath), New York (Agnostic FrontCro-MagsThe Mob), Boston (SS DecontrolGang GreenNegative FX) per giungere infine in North Carolina (Corrosion of Conformity) e Wisconsin (Die Kreuzen) con un puntata in Canada (D.O.A).
Se siete dei rockettari, ripeto, dovete guardarlo. Per farvi una cultura e conoscere, hardcore.

Potete guardarlo in streaming  con sottotitoli in italiano.
Potete acquistarlo.

Siamo preprogrammati musicalmente?

Vale a dire: la musica ce l’abbiamo dentro? Quasi come fosse un tampax primordiale? Esiste una sorta di estetica musicale universale? Il signor Bobby McFerrin (Don’t Worry Be Happy) cerca di dimostrarlo al World Science Festival del 2009. Qui sotto il video dell’esperimento in questione. Ah, accendete le casse.

McFerrin semplicemente suggerendo le prime note alla platea e saltellando lungo tutta l’estensione del palco in posizioni stavolta non suggerite riesce a trasportare il pubblico a far cantare tutti all’unisono sulla nota corrispondente.

Pubblico selezionato di cantanti provetti?Improbabile che il World Science Festival faccia concorrenza a X Factor et similia.
Probabilmente e più semplicemente tutti (o quasi) abbiamo un bagaglio di esperienze musicali fondate sulla musica pop, folk, blues e rock che adottano la scala pentatonica e tutti (o quasi) in quella platea hanno subito l’effetto livellante della massa che non ci fa percepire distintamente tutte le singole stonature ma semplicemente le voci dominanti che hanno trascinato tutti gli altri livellandone le dissonanze (ma affinando l’orecchio si possono percepire ad esempio numerose incertezze del pubblico).
Quindi non “orecchio” innato ma semplicemente programmato e abituato dalla nostra cultura musicale basata su un determinato sistema di frequenze e intervalli.

L’esperimento è comunque esaltante e dimostra che aldilà di tutti i pipponi mentali di cui sopra la musica è una di quei linguaggi alla portata di tutti. Non innato certo, ma disponibile affinché tutti possano teoricamente conoscere, hardcore.

Io intervisto, Nuove Forme di Poesia

Disse una volta Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, in una sua celebre canzone: “Sui giovani d’oggi ci scatarro su, sui giovani d’oggi ci scatarro.”. E io ora dico che su questi giovani qui, i Nuove Forme di Poesia, non c’è proprio nulla da scatarrare. Tra l’altro stanno per lanciare il loro primo lavoro e di catarro non ne hanno bisogno. Piuttosto hanno bisogno che ascoltiate la loro prima fatica. Potete farlo scaricando l’Ep Il Deserto, gratuitamente, a partire dal 24 giugno da www.nuoveformedipoesia.com.

nfdp

Le cose sono andate così. Ecopoetico propone tre poesie in cerca di musica. Loro rispondono in versione acustica con ispirazione e qualità. Quindi decidono di pubblicare il loro primo Ep, Il Deserto.

Io conosco, hardcore ha potuto, tra l’altro,  ascoltare in anteprima assoluta i tre remix  che comporranno una sorta di extra dell’Ep . Sugli scudi sicuramente la versione in stile Tubeway Army  di “Atena Stanca”. Decisamente cazzuta. Come tutto il resto d’altronde.

Infine per capirci qualcosa in più e per soddisfare le curiosità più torbide ecco una breve chiacchierata con Pasquale Tammaro (musica, testi, voce, chitarra acustica, armi di distrazione di massa).

Ok Pasquale, che ne dici di presentare i Nuove Forme Di Poesia ai lettori di Io conosco, hardcore? Sono ammessi il turpiloquio e l’aforisma filosofico.
Faccio una fatica mostruosa a rispondere a domande come questa, la lascio per ultima, magari alla fine vedo se riesco a copiare.

Quali sono i tuoi artisti o generi di riferimento?
Sinceramente non mi ispiro a nessuno e niente in particolare, ciò che scrivo, ciò che suono è molto più spontaneo di quanto possa apparire. La predisposizione al suono acustico nasce essenzialmente dalla abitudine (e necessità) a comporre da solo in orari strani in cui per forza occorre essere delicati con la voce e accorti con i polpastrelli sulle corde della chitarra. Poi ovvio, dalla musica traspaiono facili accostamenti, ma gli accostamenti e i paragoni li lascio fare agli altri, io mi paragono solo a com’ero prima di oggi, nella speranza, con il tempo, di non peggiorare. In ogni caso ultimamente ascolto molto i madrigali di Carlo Gesualdo, anche se non c’entra nulla.

Oltre al download gratuito attraverso il vostro sito web avete in cantiere di pubblicare qualcosa in modo tradizionale? Cd, vinile, musicassetta?
Il deserto sarà distribuito in freedownload. Non esisterà in formato fisico. In futuro vedremo. Sto valutando un po’ di idee, per esempio ho saputo di qualche gruppo che pubblica i dischi su penne USB. Altrimenti più che vinili e musicassette stavo pensando allo Stereo 8.

Come pensi che sarà accolto il vostro Ep? Predominanza di aggressioni fisiche o di favori sessuali?
Aggressioni sessuali e favori fisici

I remix presenti su Il Deserto sono eccezionalmente qualsiasicosatuvoglia. Ne farete altri?
Dei remix non mi occupo io personalmente, ma l’idea mi piace molto. Mi piacerebbe fare un disco con la stessa canzone remixata 15 volte.

La vostra attività live come procede? Ritieni che sia una dimensione indispensabile per diffondere la vostra proposta musicale?
La nostra attuale formazione (chitarra acutica-voce-chitarra elettrica-violoncello) si è definita da pochi mesi, praticamente da febbraio, nel frattempo abbiamo già suonato spesso a Milano, siamo stati a Genova, a Bologna.  Ora abbiamo ripreso le registrazioni per una nuova pubblicazione che contiamo di rendere disponibile entro l’autunno (wow super scoop) e quindi riprendere allora a suonare dal vivo, e poi chissà, ci saranno probabilmente novità nella formazione.

Gira voce di un vostro tour come band di supporto ai Tokyo Hotel. Puoi confermarlo?
Assolutamente sì.

Il vostro sogno è partecipare al Festival di Sanremo o esibirvi alla Sagra della Polpetta (con vino gratis)?
No, il mio sogno è andare a suonare al festival subito dopo essermi esibito alla sagra della polpetta. Ma a San Remo voglio andarci con il mio gruppo punk però.

Bene, intervista conclusa. Puoi salutare tutti, anche mamma e papà, e lanciare invettive o appelli. (Ricorda di salutare i miei lettori, che saranno pure quattro o cinque ma sono piuttosto incazzosi.)
Saluto tutti quelli che mi conoscono e complimenti per la trasmissione. Ah, non ho risposto alla prima domanda. Ma non era importante.

Ricapitolando:

Per scaricare a sbafo Il Deserto: www.nuoveformedipoesia.com

Per ascoltare a sbafo i Nuove Forme di Poesia: MySpace

Super Classifica Show!

Con il nuovissimo, eccitantissimo e bellissimo anno si sprecano le classifiche relative ai precedenti, noiosissimi e pessimi 365 giorni. L’argomento prediletto (almeno per me) sono le uscite discografiche e quindi eccovi i dischi migliori (almeno per me) dell’annus terribilis duemilaotto.

Sono ovviamente esclusi artisti del calibro di Anna Tatangelo, Laura Pausini o Tiziano Ferro per evidente e manifesta superiorità intellettuale e compositiva. Mi spiace.

Al primo posto…
Genghis Tron – Board Up The House (Relapse Records). Sono loro la vera sorpresa, miscelano l’elettronica acida di Apex Twin con il grindcore più minimale, speriamo si confermino sti ragazzotti americani. Eccelsi.(Commento espanso aquì).
Myspace

Al secondo posto…
The Sound Of Animals Fighting – The Ocean And The Sun (Epitaph Records). Li chiamano collettivo musicale perché si incontrano una volta all’anno per farsi una pizza e perché sono evidentemente in troppi. Ma non ce ne frega un beneamata mazza. Lisergici, cazzuti e con un sacco di idee. Prima ti ipnotizzano e poi di colpiscono con viulenza sulle gengive. Evvai.
Myspace

Al terzo posto…
Nachtmystium – Assassins: Black Meddle, Part 1 (Century Media Records). Si può mai pretendere che dei cattivoni dediti al black metal possano comporre qualcosa di vagamente psichedelico e allo stesso tempo estremo q.b.? Ebbene sì, si può. Basta ascoltare la opentrack-tributo a Pink Floyd.
Myspace

Premio iperultraspeciale alla carriera...
Melvins – Nude With Boots (Ipecac Recordings). King Buzzo non delude mai, al sedicesimo album in carriera fa ancora rock con l’accetta e senza occhiali protettivi. Immortale?
Myspace

Premio “Babbo Natale esiste e fa musica con il Mac”…
Nine Inch Nails – Ghosts I-IV (Null Records). Avreste mai immaginato che qualche band vi incitasse a scaricare? Io no, ma Trent Reznor già lo progettava da tempo, il bastardo tagliagole (cit.). Tirando su, comunque, anche qualche centinaio di migliaia di dollari. E permettendosi pure di propinarti 36 tracce strumentali! Sbadigli? Macché, come compone lui ce ne sono pochi.
Sito

Bene. Tutti questi hanno conosciuto, hardcore.