Web feat. Tokyo Metro System

Si parlava di estetica dei dati, connessioni, visioni d’insieme. Spostiamoci allora dall’Ungheria al Giappone per un resa grafica del web che concettualmente è davvero geniale. Necessaria però una premessa.  Le classiche mappe disponibili finora erano iperdettagliate ma confusionarie, dispersive e ad alto rischio di sbadigli incontrollati. Nodi, nuclei, link: un casino immondo. C’era tutto ma non si capiva un cazzo.

Invece Information Architets, agenzia di marketing digitale nippo-svizzera, ha traslato i 333 siti web e le 111 personalità più influenti sulla mappa della metropolitana di Tokyo. Sono state individuate 13 linee tematiche (knowledge, news, entertainment, sharing etc.) su cui sono stati posizioniati siti e personalità. Ogni sito si sviluppa in larghezza (stabilità), altezza (successo) e nel caso fosse multitematico si troverà su di uno snodo di più linee. Proprio come una comune metropolitana. Ecco un piccolo scorcio della Web Trend Map 4.

Ovviamente su Flickr sono disponibili versioni ad alta risoluzione della mappa e su Zoomorama una versione più funzionale per meglio navigare tra linee, stazioni e snodi. Se volete potete anche acquistarne una stampa di qualità per soli 49$, spese di spedizione escluse. Ma Io conosco, hardcore ve la fa spulciare direttamente da qui, sotto. (Conviene attivare la visualizzazione a schermo intero.)

Per l’Italia presenti La Repubblica.it, il Corriere.it e Beppe Grillo.

Un dettaglio interessante: fate attenzione ai capolinea. Indicano sempre due fenomeni che utilizzano stesse dinamiche ma per diverse finalità. Sulla Identity Line (social network e simili) da un lato c’è il super trendy Twitter e dall’altro Mail.ru, dominio principe dello spam. Sulla News Line da un lato Aftonbladet, uno dei quotidiani più antichi del mondo, e dall’altro il nuovo e rampante Huffington Post.

Precisione e assoluta assenza di banalità per una realtà incasinatissima come il web.

Curioso notare come sia stata proprio la mappa di una metropolitana, quella di Londra, ad inaugurare l’era dell’estetica dei dati. Il progetto all’inizio fu respinto perché distorceva la reale geografia della città, poi è diventato lo standard globale  per questo tipo di rappresentazioni. Era il 1931 e il grafico Harry Beck era incazzato nero. Nel 2009 gli è stato dedicato un francobollo. Rivincita di chi conosceva, hardcore. In largo anticipo.

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