World Wide Music Scene

Di musica ce n’è a palate ormai. Accessibile, diffusa e gratis. Ottenibile gratuitamente, legalmente e illegalmente. Ma ce n’è troppa e c’è il rischio di perdere la visione d’insieme di tutto ciò che è udibile dall’orecchio umano e distribuito per far sanguinare o eiaculare i nostri timpani. C’è un modo però per riuscire a districarsi in questa giungla di gruppi, cantautori, collettivi musicali, one man band, dj e quant’altro. Uno studente ungherese di Informatica ha approfittato dell’incredibile mole di dati forniti dal Last.fm per tradurre graficamente tutta la musica catalogata dal migliore e più diffuso social network musicale. Ecco il risultato:

Tocca ora decifrare questo spettacolo e precisare che su http://sixdegrees.hu/last.fm/ c’è tanto altro. Tra cui immagini come questa ma molto più grandi e molto più definite, una mappa in stile Google Maps per esplorare, ingrandire e interagire con tutta la mole di dati disponibile, tutti i dettagli tecnici del progetto. Ovviamente Io conosco, hardcore per  esagerare  un po’ si è fatto spedire dall’autore del progetto un’immagine più grande. In formato 20.000 x 15.000 e dal peso di 160 Mb. Circa 5 metri x 4. Yeah.

Dunque, tutti quei puntini colorati sono gruppi e compositori  a cui è stato assegnato appunto un colore in base ai generi musicali assegnati dagli utenti di Last.fm attraverso il sistema dei tag.

Il rock è rosso, il metal è grigio, l’eletronica è arancione, l’hip-hop e il rap sono blu, il kazz è giallo, il reggae e lo ska sono magenta, la musica classica è azzurra, folk,country e world music sono marroni, il pop è verde.

La grandezza di ogni circonferenza indica il numero di ascolti effettuati dagli utenti del social network e le linee che le collegano sono le connessioni in base ai tag e quindi ai generi che hanno in comune. Il risultato è a suo modo strabiliante ed assolutamente efficace, tutta la scena mondiale musicale è comprensibile nel suo dispiegarsi di autori e generi in una sola occhiata. Esempio di una estetica dei dati davvera cazzuta.  Il tutto è distribuito sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non Commerciale-Condividi allo stesso modo in versione 2.5.

Un tale Johann Wolfgang von Goethe disse: “Molte cose belle sono come isolate nel mondo, spetta allo spirito scoprirne le connessioni e creare così opere d’arte”.
Evidente che conoscesse, hardcore.

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