Mr Web President

Il piatto si è raffreddato. Vediamo di studiarlo per bene con l’aiuto della rete e delle sue belle funzioni crossmediali e non.

Crossmediali? Eh sì, è questo il termino figo per indicare come si fa a conoscere le cose oggi. In parole povere si prendono tutti i media disponibili in vari formati e li si fanno comunicare tra loro per rendere la fruizione del contenuto più completa ed eccitante. In parole ancora più povere? Un viagra multimediale.

Bene, dopo la lezioncina digitale arriviamo al sodo. Barack Obama è stato eletto, ha giurato e ha iniziato a fare il suo lavoro da Presidente degli Stati Uniti d’America. Tutti hanno commentato e detto la loro. Ci siamo sorbiti il suo discorso inaugurale decine e decine di volte. Volete una sintesi? Eccola!

Ne volete una meno radical chic e più minimalista? Eccola!

E’ evidente che le tag cloud sono un buon mezzo per farsi un’idea in sintesi. Invece di un sbrodolo di parole inefficaci basta solo uno sguardo per inizarci a capire qualcosa. La cosa è ancora più interessante se si confrontano tutti i discorsi inaugurali dei vari Presidenti sempre con il sistema dei tag. Il New York Time l’ha fatto. Divertitevi.

Se invece volete divertirvi ancora di più passiamo ad un’applicazione davvero esemplare in ambito crossmediale, facendo però un piccolo passo all’indietro nel tempo. Sempre quei fissatoni del New York Times hanno messo su sul loro sito web un video transcript e un transcript analyzer di un dibattito elettorale di Obama.

Ok, ma a che servono ‘sti cosi?

Il primo ha trascritto il dibatto in sincrono con la traccia audio video con la possibilità di navigare tra i temi trattati sempre con l’ausilio della trascrizione e del video.

Il secondo invece ha suddiviso il dibattito nei vari botta e risposta con le varie suddivisioni temporali e con la possibilità di ricercare nel discorso qualsiasi parola che compariranno instantaneamente nella sezione temporale in cui sono state pronunciate.

Se avete tempo da perdere come me potete farci un giro e smanettarci un p0′.

Ma Obama non è stato solo passivo in tutto questo casino di video, audio e quant’altro. Ha anche cambiato un minuto dopo il giuramento il sito web della Casa Bianca con l’aggiunta di blog e quant’altro. E cosa molto più significativa ne ha reso accessibile tutto il contenuto. Eh sì, perché prima il file robot.txt (presente in tutti i siti web), che serve ad escludere dalla ricerca attraverso i motori di ricerca qualsiasi contenuto si voglia, era pieno di roba. Ora è vuoto ed è tutto accessibile.

Buon segno.

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