Follia al cubo

Un’ esperienza devastante, di quelle che ti segnano l’esistenza. Come soffrire di emorroidi allo stadio terminale durante l’Alto Medioevo con gli evidenti limiti della medicina del tempo.

Esperienza vissuta da un impavido signore inglese, tale Graham Parker di professione muratore, che decise 26 anni fa  di giochicchiare con l’innocuo e coloratissimo cubo di Rubik.

Da allora, per lui, l’inferno. Vita sociale zero. Dolore ai polsi e alla schiena. Il cubo di Rubik aveva sempre tutti i colori mischiati, non si allineava nemmeno se Malgioglio la faceva finita con il suo ciuffo.

Ma dopo più di 27.000 ore di sanissima applicazione e una vita buttata nel cesso, ce l’ha fatta. E ha voluto comunicarlo al mondo.

Per dovere di cronaca, non è una notizia data da TGCOM (già noto per le notizie riguardanti furti di peni e peni incastrati in aspirapolveri) e quindi suscettibile di scarsa veridicità. Ne parla addirittura il Daily Mail in uno splendido articolo con la foto del faccione sorridente del signor Parker.

Per ulteriore dovere di cronaca il record per la risoluzione più veloce appartiene all’olandese Erik Akkersdijk con il tempo assurdo di 7,08 secondi.

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